XXXIV Rassegna Corale "Città di Carrara"
sabato 23 ottobre 2010 - Duomo di Carrara

 

 

... E fin qui si potrebbe dire (e certamente si può) che il futuro di questa manifestazione sia già segnato: basta continuare così. Del resto sono ancora moltissimi i coro maschili che possono contribuire in modo originale e qualificato a far conoscere la ricchezza e la diversità di questo mondo particolare. Senza tener conto che la stessa manifestazione può sempre aprirsi a tutti gli altri aspetti della coralità.

Ma il tempo scorre via e le formule consolidate danno avvisaglie di stanchezza e di torpore.

È  una mia impressione? Non credo. 47 anni di attività ininterrotta, cambiamenti profondi nella ricerca artistica ed espressiva, conti con una realtà anche pratica che vede difficile coinvolgere persone in un cammino di canto corale che ha bisogno di un lavoro duro e continuo nella sua fragile delicatezza, portano il coro “Monte Sagro, per forza di cose, a chiedersi continuamente che cosa stia facendo, cosa potrebbe fare e perché.

E di domande ce ne siamo poste molte quando, dal 1993 in poi, sotto la mia direzione, andavamo costruendo un repertorio di canti pressoché completamente nuovo, staccandoci – e non in modo indolore – dalla “classicità” bella ma ieratica dei cosiddetti “canti di montagna” che, via via, non ci sentivamo più di riproporre in triplice copia.

Si dirà che è stata una scelta  che ha avuto successo. I nuovi canti del “Monte Sagro” vengono eseguiti anche da molti altri cori, (cosa impensabile quando, diciottenne, imparavo a memoria le 4 parti di tutti i canti che venivano eseguiti per capire come funzionavano) e noi veniamo chiamati per far ascoltare questo repertorio. E di questo noi siamo indegnamente (= si legga: con vera modestia) fieri e orgogliosi. Ma…

 

Buggiani è impazzito, direte. In preda ad una crisi esistenziale. Niente paura: saltate i paragrafi, se volete, e andate oltre, alla notizia.

 

… ma c’è stato un prezzo da pagare. Le maggiori difficoltà tecniche hanno mietuto vittime fra i cantori, col consueto strascico di critiche. Il grande rischio insito nelle nuove proposte creava dubbi e timori. Il percorrere strade non conosciute imponeva di abbandonare la quiete consolatoria che si viveva proponendo canti di sperimentata efficacia e conosciuti. Ci sono stati momenti difficili e dolorosi, come sempre accade in ogni comunità. E poi c’è stata la rinascita, ricca di soddisfazioni: le vittorie in concorsi nazionali, i riconoscimenti, gli apprezzamenti del mondo corale e di altre associazioni corali, il sempre maggior sostegno della nostra Amministrazione Comunale… e, senza neppur la minima idea di “vivere sugli allori”, ne siamo contenti e soddisfatti.

Ma qui a Carrara? Il ‘nostro’ pubblico, quello più vicino, che idea ha del coro “Monte Sagro”? (Detto fra parentesi: in 47 anni di esistenza, moltissimi cittadini non sanno nemmeno dell’esistenza di un coro maschile a Carrara… Cattiva “pubblicità”?).

Pur non avendo mai abbandonato del tutto il repertorio che fa parte della nostra storia, né la linfa indispensabile dei canti di tradizione orale, la proposta di nuovi canti “d’autore” ha senza dubbio avuto delle ripercussioni nel luogo dove viviamo e sulla nostra Rassegna Corale. Non ne conosco l’esatta entità. Ma è senz’altro vero che c’è un minor interesse da parte del pubblico.

Chiedendo in giro non è ancora chiaro cosa stia accadendo. Forse i tempi sono cambiati e si profilano nuove modalità di ascolto. Forse è una acutizzazione di ciò che è sempre stato: in fondo la coralità è vista come un’attività, come dire, “di nicchia”. C’è chi protesta per l’abbandono delle vecchie strade, altri ne vorrebbero di totalmente diverse, c’è chi nutre interesse per come sono… Tutto questo in un momento – spero passeggero -  dove è difficile trovare cantori disposti ad impegnarsi con continuità. Da 40 “coristi” ai 18 attuali.

Ci si potrebbe addentrare in analisi generali su come è vista la musica in Italia, (nelle scuole, istituzioni, conservatori…), e quindi giustamente impegnarsi in progetti che avvicinino i giovani e giovanissimi al canto (i famosi cantori del futuro), oppure fare un’autocritica per individuare gli aspetti che, nel tempo, abbiamo tralasciato, ma si andrebbe in argomenti troppo ampi e complessi, fuori luogo in una presentazione già anomala.

Tra l’altro si avvicinano i 50 della fondazione del coro. E 50 anni sono moltissimo tempo.

 

[Fra queste parentesi quadre, lo dico fin da subito: non mi piacciono le commemorazioni. O meglio, non mi piace il significato pratico che la parola ci ricorda: discorsi interminabili, luoghi affollati, silenzio e sopore, commozione nostalgica di chi ha vissuto un certo passato, impossibilità di vera comprensione per chi quel passato non lo ha vissuto. E poi elenchi, nomi, regali, numeri e quell’indecente desiderio che tutto abbia fine. Perché questo? Perché siamo annoiati e disturbati durante una “con­–memorazione”, quando ricordiamo insieme? Non è sempre così… Fra amici, ricordare può essere molto piacevole. Forse perché è una commemorazione non cercata, una condivisione di ricordi. Ecco: “con­–dividere” la memoria… Fare in modo che il passato penetri nel presente così da render vivi sia l’uno che l’altro. Sì. Ma per chi non c’era? Per chi non ha quella memoria? Come ci si può raccontare una memoria non condivisa?

Ok. Buggiani è davvero impazzito. Fa continuamente domande e non risponde…]

 

Aspettando quindi il 2013 per i festeggiamenti e chissà cos’altro, veniamo finalmente al dunque.

 

 

Quest’anno alla XXXIV Rassegna Corale Città di Carrara, non vi sarà nessun coro ospite.
Detto così suona strano, vero?
In realtà si esibiranno il Coro “Monte Sagro”, l’appena nato Coro CAI di Piacenza diretto da Corrado Capellini e il Laboratorio Corale “Cantar Storie” di Domodossola diretto da Luca Bonavia [1], tutti riuniti in un unico coro. Questa formazione sarà poi diretta da me e dal Maestro Paolo Bon.

Le novità che caratterizzeranno la 34ª Rassegna sono rivolte non tanto alla ricerca di maggiori consensi o al tentativo di far qualcosa di diverso, ma ad un momento di sincera riflessione.

Tre cori riuniti, cinque direttori all’interno dello stesso complesso, due direttori che si scambieranno lo “strumento vocale” con repertori diversi, credo che già questi siano elementi che indichino dove si vuole andare. Da una pratica corale chiusa alle altre ad un concreto vivere strutture compositive differenti tramite i compositori delle stesse; dove si ascolterà in pratica il modificarsi dell’espressività artistica e vocale in base a richieste diverse, a diversi stili. E dove forse si riuscirà a cogliere qualcosa che accomuni tutti. È dall’inizio dell’anno che ci stiamo preparando all’evento con prove mirate riunendoci in un unico luogo da città lontane tra loro. Già questa è una novità impegnativa e gratificante.

“Un coro, due direttori – Fra la Nuova Coralità e il Fiabesco ”: sarà forse questo il titolo della serata, non sappiamo ancora. Ancora stiamo lavorando. E questa presentazione un po’ disordinata vive sulla scia del momento.

In realtà il vero evento che ha portato con sé tutto il resto è il ritorno alla direzione del Maestro Paolo Bon dopo un lungo tempo di assenza (a parte qualche sporadico intervento).

Siamo molto grati alla sua disponibilità e all’interesse che lui ha sùbito nutrito nei confronti di questo progetto. E sono molto grato ai ragazzi di Piacenza e di Domodossola che hanno aderito con entusiasmo a questa avventura affrontando prove distanti centinaia di chilometri. Così come sono grato ai cantori del “Monte Sagro” stesso ­­– due dei quali provengono da Genova e da Pontremoli – per la pazienza e la disponibilità concessa al loro inquieto direttore.

Paolo Bon [2] ­– al quale la coralità italiana deve molto – si è fatto conoscere soprattutto nel periodo della direzione del Gruppo Nuovocorale Cesen (prima Coro Monte Cesen) dal 1964 fino al 1980. Durante la seconda metà degli anni settanta diede vita al movimento che lui amò definire Nuova Coralità [3]. Erano anni intensi, con numerosi convegni e dibattiti sul tema del “canto popolare” ­– definizione, come dice lo stesso Bon, imprecisa e fuorviante ­– dove alcuni compositori e direttori di coro maschile, (Paolo Bon, Gianni Malatesta, Bepi de Marzi, Armando Corso…) si staccarono dal “giogo” di mamma SAT cercando e trovando strade espressive diverse.

È proprio la storia di questo rovello, la storia della Nuova Coralità raccontata da Paolo Bon, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, che sarà il tema di una metà della 34° Rassegna. Ovviamente si farà attraverso i suoi canti. Dalle prime elaborazioni (Som som, W l’amor, Le roi Renauld de guerre revient…), quelle più conosciute, fino alle più recenti (Dove vai?, Laine des moutons, Ein trauriges Walser-Wiegenlied…) .

 

L’altra metà della serata (sembrano due cose staccate, ma è nel nostro intento trovare ciò che le accomuna o le distingue, o semplicemente riflettere sulla coralità e le sue forme) verranno presentati i canti composti da me e che costituiscono gran parte del repertorio del Coro “Monte Sagro”. Si è definito questo ‘filone’ compositivo come Fiabesco perché spesso l’ispirazione dei testi attinge alla tradizione orale fiabesca (raccolta dei Fratelli Grimm), o alle opere cosiddette per l’infanzia (Pinocchio, Il piccolo principe). Anche in questo caso è possibile riconoscere una piccola storia: dalle prime composizioni a partire dal 1993 (M’hanno fatto burattino!, Non aprite quella porta!), a quelle più recenti (Non bisogna mai ascoltare i fiori, Ninna nanna, Regina, Porta, maniglia e voce), fino ad arrivare ad un inedito giocoso e surreale (Ballo tondo).

 

Già il fatto che si andrà da elaborazioni di esiti di tradizione orale a composizioni d’autore o viceversa, sembra mostrare qualcosa di inconciliabile, di sostanzialmente diverso… vedremo. Mi fermo qui sennò vi perdete l’evento in diretta!

Bene. Per adesso è sufficiente… Tornate a questa “presentazione” perché probabilmente verrà spesso modificata in base agli sviluppi!

 

La XXXIV Rassegna Corale “Città di Carrara” si svolgerà sabato 23 ottobre 2010 presso il Duomo di Carrara. E di questo sono abbastanza sicuro!

 

Alessandro Buggiani

 

 

 

 

[1] Luca Bonavia (Domodossola 1972) -  Studia il violino dall’età di sei anni e successivamente coltiva la sua passione per la musica da autodidatta, dedicandosi anche allo studio della viola e del canto solistico. Dall’anno 2001 è fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale “Cantar Storie”, nell’ambito della quale intraprende un esteso progetto di ricerca mirato agli esiti della tradizione musicale orale arcaica di fonte piemontese, curando la pubblicazione di un’opera in quattro volumi. Dall’anno 2003 è

Direttore-cantore del “Laboratorio Corale Cantar Storie”, progetto innovativo di coralità amatoriale a voci virili volto ad una rivisitazione del patrimonio vocal-tradizionale delle valli ossolane, sperimentando forme di “teatral-coralità”. Nella primavera del 2005 fonda inoltre l’ “Insieme Vocale Cantar Storie”, progetto di coralità a voci soliste esteso a più orizzonti musicali, e cura nell’anno 2007 una riproposizione per sole voci degli esiti contenuti nel Llibre Vermell de Montserrat. Dall’anno 2006 studia canto a Milano con Jolanda Torriani. Svolge attualmente un’intensa attività concertistica e di ricerca, ed è chiamato a tenere in diverse regioni italiane ed estere (Svizzera, Austria, Ungheria) lezioni e conferenze su tematiche legate a canto di tradizione orale, pedagogia musicale e “Coralità dell’Arcaico”.

[2] Paolo Bon (Volpago del Montello, 1940) - Parallelamente agli studi universitari si è dedicato all'approfondimento della direzione corale alla composizione e alla ricerca etnomusicologica. È stato direttore del Coro Polifonico Baldassarre Donato di Feltre fra il 1963 e il 1969 e dal 1964 al 1980 ha diretto il coro a voci virili Gruppo Nuovocorale Cesen di Valdobbiadene, nella sua carriera di direttore ha ottenuto numerosi primi posti e riconoscimenti a concorsi corali nazionali. Svolge attualmente un'intesa attività di ricercatore e di elaboratore e viene frequentemente invitato a partecipare a convegni, congressi, conferenze; spesso fa parte di commissioni giudicatrici di concorsi corali e di composizione corale.

[3] Tale movimento intendeva effettuare un vero e proprio connubio di intenti fra processi compositivi riguardanti l'elaborazione corale di meloi arcaici e ricerca etnomusicologica. La sua teoria sul diatonismo, elaborata parallelamente allo sviluppo della Nuova Coralità, entrò presto nell'universo dell'etnomusicologia prendendo il nome di Diatonomia.

 



Albo D'oro

 

1977 Corale "G. PUCCINI" Volterra - Corale "P. MASCAGNI" Piombino

1978 "I CRODAIOLI" Arzignano - Societą Corale PISANA - Corale "G. PUCCINI" Volterra

1979 Coro "MONTE CAURIOL" Genova - Coro "LA MARTINELLA" Firenze - Coro "VERSILIA"

Capezzano Monte

1980 "I CRODAIOLI" Arzignano - "BACH CHOR" Ingolstadt - Coro "ALPI APUANE" Pieve

Fosciana - Coro "MONTE NERO" Ponte dell'Olio

1981 Coro "A.N.A" Milano - Coro "MONTE BIANCO" Genova - Coro "PICCOLA BAITA" San

Bonifacio

1982 CORO ALPINO MILANESE Milano - Corale "VALLE DEI FIORI" Pescia - Corale "G.

PUCCINI" Grosseto

1983 Coro "MONTE CAURIOL" Genova

1984 Coro "CIMONE" Sestola - Coro "PREALPI" Erbusco

1985 Coro "PIANIZA" Molazzana - Coro "NIVES" Premana

1986 Coro "LAURINO" Bolzano - Coro "C.A.I. MARIOTTI" Parma

1987 Coro "TRE CIME" Abbiategrasso - Coro "G.E.S." Schio

1988 Coro "CINQUE TERRE" Genova - Coro "GENZIANELLA" Tesero

1989 Coro "MONGIOJE" Imperia - Complesso Strumentale "CITTA' DI SCHIO" Schio

1990 Coro "TRE PINI" Padova - Coro "LUNIGIANA" Fivizzano

1991 Coro "R. MONTECUCCOLI" Pavullo nel Frignano - Coro "ALPETTE" Torino - Coro "TRE

MONTI" Montecchia di Crosara

1992 Coro "G. PAULLI" Cremona - Chorale "NEUVENTSE" Nus

1993 Coro "LA BAITA" Scandiano - Corale "I TICINES" Minusio

1994 Coro "VIROLA ALGHISE" Verolanuova - Gruppo Corale "LA BAITA" Cuneo - Coro

"NEGRITELLA" Predazzo

1995 Coro "B. BARTOK" Miskolc - Coro "EL CASTEL" Sanguinetto

1996 Coro "TRE PINI" Padova - Coro "MONTE CAURIOL" Genova - Coro della S.A.T. Trento

1997 Coro "STELLA ALPINA" Bareggio - Ottetto Vocale "CANTUS FIRMUS" Mondovģ

1998 Coro "T. L. DE VICTORIA" Castelfranco Emilia - Coro "STELLA ALPINA" Verona

1999 Coro "SASS MAOR" Fiera di Primiero - Coro "CINQUE TERRE" Genova

2000 Coro "ALPE" di Saronno - "COROCASTEL" di Conegliano

2001 Coro "ASPIS" di Milano - Coro "STELUTIS" di Bologna

2002 Coro "VALCANZOI" Castelfranco Veneto (TV)

2003 Coro "VALTINELLA" Oltrona al Lago (VA) - Coro "SETTE TORRI" Settimo Torinese (TO)

2004 Coro "LE CHARDON" Torino - Coro "SANT'ILARIO" Rovereto (TN)

2005 Coro "EURIDICE" Bologna - Coro "STELLA ALPINA" Treviso

2006 Coro "MONTENERO" Ponte dell'Olio

2007 Coro "VOCI DEL PASUBIO" Isola Vicentina

2008 Coro "VALCAVASIA" Cavaso del Tomba (Treviso)

2009 Coro "CAI di Belluno"

2010 "FUCINA CORALE" insieme vocale formato dai Cori: Laboratorio Corale "CANTAR

STORIE" - Domodossola (VB); Coro "AL SASS" - Pontremoli (MS); Coro CAI di Piacenza (PC);

Coro "MONTE SAGRO" - Carrara